giovedì, gennaio 05, 2012

Paris Hilton, DJ professionista?

Paris Hilton, ha dichiarato che il suo nuovo album ha delle influenze molto house e adatte per divertirsi alle feste. La socialite ha pubblicato il suo primo album nel 2006 tramite la sua etichetta Heiress Records e la Warner Brothers e da tempo aveva promesso ai fan un ritorno con nuovi pezzi da ballare- Dopo sei anni Paris Hilton torna a posare sexy per la rivista FHM dove afferma: Ho una grande passione per la musica house ma fino ad ora non avevo mai avuto l’occasione di concentrarmi su questo genere a causa dei vari impegni televisivi. Il prossimo album è stato realizzato in collaborazione con alcuni dei migliori DJ del momento e spero che ai miei fan farà molto piacere. Svela anche i suoi nuovi progetti professionali: diventare una DJ professionista. Dopo aver tentato di sfondare nel ruolo di cantante, la 30enne si è infatti messa in consolle per realizzare una compilation di musica house. Lo scorso settembre si vociferava che tra i DJ che avevano collaborato con Paris ci fosse anche David Guetta, DJ Afrojack.

Agicom propone il ritorno di Audiradio

Pensavamo di esserci lasciati alle spalle l’intricata matassa derivata dalla chiusura di Audiradio, l’indagine sull’ascolto radiofonico in Italia - E invece no - Nei mesi scorsi vi avevamo parlato qui, della proposta fatta da GFK Eurisko con RadioMonitor che mette insieme il metodo Cati e l’uso di meter. Sembrava così di essere arrivati ad una soluzione che accontentasse tutte le radio, invece non erano mancati i dubbi e le perplessità da parte del Presidente della REA che aveva esortato l’Agcom, autorità garante delle comunicazioni, ad intervenire per esprimersi in merito. L’intervento di Agcom non ha tardato ad arrivare, proprio per cercare di fare chiarezza una volta per tutte. C’è da dire che a RadioMonitor hanno aderito tutte le radio tranne Rai, R101 e Radio 24, anche se le ultime due secondo “Primaonline.it” vi aderiranno presto. Per cui il compito dell’Agcom è quello di trovare un metodo di rilevazione che metta d’accordo tutti. Per fare questo l’autorità garante delle comunicazioni ha proposto la riorganizzazione di Audiradio come soluzione alle polemiche che ci sono state in questi mesi. Infatti da quello che è stato pubblicato su “ilfattoquotidiano.it” l’Agcom sostiene che il ritorno di Audioradio sia sancito dalla legge 249 del 1997 che “istituisce l’authority e le conferisce compiti come il monitoraggio delle trasmissioni radio-tv, le rilevazioni degli indici di ascolto e diffusione dei diversi mezzi di comunicazione, e la vigilanza sulla correttezza delle indagini fatte da altri soggetti”. La nuova società potrebbe prendere vita nel giro di sei mesi e i primi dati potrebbero essere pubblicati nel 2013. Inoltre per cercare di arrivare ad una soluzione definitiva l’Agcom ha detto che se non sarà possibile una riorganizzazione di Audiradio per i contrasti tra i vari gruppi editoriali, l’autorità incaricherà una società esterna scelta in base “a rigorosi criteri di trasparenza”.

Steve Jobs vince un Grammy Award

Motivazione: ha rivoluzionato il mondo della musica. In Ungheria una statua di bronzo con le sue fattezze - Passati sia il tempo del cordoglio che quello delle commemorazioni, è arrivato il tempo delle celebrazioni - La morte di Steve Jobs sarà ancora oggetto di discussione nei primi mesi del 2012 - Il prossimo 12 febbraio, infatti, gli verrà assegnato un Grammy Award, postumo. Si usa dire che i Grammy sono un po' gli Oscar della musica, e infatti vengono consegnati agli artisti che, a giudizio della National Academy of Recording Arts and Sciences maggiormente si sono distinti grazie alle loro produzioni. Si capisce quindi perché siano nate delle perplessità intorno alla decisione di assegnare un Grammy al fondatore di Apple: dopotutto, non ha mai inciso un album, né - che si sappia - intonato una canzone che ha riscosso successo mondiale. L'articolo continua qui sotto. Ha però rivoluzionato il mondo della musica (con grande ira di alcuni, come Bon Jovi) introducendo l'iPod, e ha influito anche su tutti gli altri media: la motivazione ufficiale del premio afferma infatti che Jobs se l'è meritato «per aver contribuito a creare prodotti e tecnologie che hanno trasformato il modo in cui consumiamo la musica, la televisione, i film e i libri» Non c'è però soltanto la Recording Academy a voler celebrare Steve Jobs: in Ungheria, a Budapest, è infatti apparsa una statua in bronzo con le sue fattezze. Voluta da Gabor Bojar, presidente della software house Graphisoft e grande ammiratore del fondatore di Apple, è stata realizzata dallo scultore ungherese Erno Toth ed è a grandezza naturale. La relazione tra Apple e Graphisoft risale agli anni '80, quando l'azienda americana fornì il proprio supporto (sistemi e fondi) per lo sviluppo di ArchiCAD - il prodotto principale della software house ungherese - su Mac.

Liberato il Napster spagnolo, tecnologie neutrali

Le tecnologie dovrebbero essere considerate neutrali e dunque non responsabili delle violazioni degli utenti - Un giudice di Madrid ha scagionato il client Blubster dalle accuse delle major - Hanno dovuto accettare la sconfitta in aula, a quasi quattro anni di distanza dal fuoco legale scatenato contro il giovane sviluppatore spagnolo Pablo Soto. Le grandi sorelle del disco - insieme a Promusicae, versione iberica della RIAA - sono dunque state costrette ad ingoiare il boccone più amaro: il "Napster spagnolo" Blubster è una tecnologia assolutamente neutrale. A deciderlo è stato un giudice di Madrid: le applicazioni del P2P Blubster, Piolet e Manolito - tutte realizzate da Soto - non rappresentano corsie preferenziali per la violazione sistematica del diritto d'autore. Né una pratica scorretta di business, dal momento che le grandi major del disco non sono legate al mercato delle tecnologie per il file sharing. Era il 2008 quando Universal, Sony, Emi e Warner univano le forze contro lo sviluppatore nato nel 1979, accusato di aver distribuito protocolli e client per lo scaricamento dei file e la conseguente violazione massiva del copyright. Il giudice di Madrid ha ora sottolineato come la tecnologia in sé non possa essere ritenuta responsabile delle condotte illecite degli utenti. E le grandi sorelle del disco non possono nemmeno invocare "pratiche di business non corrette". Perché i client di Soto non sono parte del mercato del disco e - viceversa - le attività delle major sono slegate dal file sharing. Soto non sarà obbligato a pagare i 13 milioni di euro chiesti all'epoca dall'accusa. Non affatto soddisfatti i vertici di Promusicae, che hanno subito annunciato l'intenzione di ricorrere in appello. Mentre Soto ha parlato dei problemi incontrati nel corso degli ultimi anni, con zero possibilità di attirare investitori a causa della milionaria spada di Damocle sulla testa di client come Blubster e Piolet.